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> Rendere TrueRMS un voltmetro anni '80, modifica ai Philips PM2401
chopin.i
Inviato il: Jun 24 2006, 11:10 PM
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Salve a tutti.
Sono un nuovo utente irretito da Hardisk :-)

Inauguro la mia presenza su questo forum con un quesito, in tutta sincerità postato qualche tempo fà su it.hobby.elettronica ma completamente ignorato in quella sede... forse di un buono strumento analogico non c'è più nessuno che sappia cosa farne?

Comunque, vengo al dunque:

In casa ho due multimetri elettronici analogici Philips PM2401 che mi
servono egregiamente ma che ovviamente hanno la limitazione di rendere
delle misure AC il valor medio.

Lo schema: http://digilander.libero.it/chopin.i/philipspm2401.zip

Tempo fà (qualche anno!) ricordavo di aver visto degli integrati
true-rms-to-dc... poi l'idea è rimasta nel dimenticatoio e si è
ripresentata oggi.

L'idea è quella, penso ovvia, di utilizzare un Maxim MX536 calandolo nel
circuito originale.

Un MX636 sarebbe stato evidentemente più adatto e semplice da inserire
direttamente a valle del partitore d'ingresso, ma non riesco a
rintracciarlo e sembra che non inviino + sample di quel modello...

L'alimentazione, prelevata dallo strumento, è di 6V singola. La
configurazione che vedo più papabile è dunque l'esempio single supply
operation del datasheet.

Il tutto verrebbe (attualmente nei miei pensieri) pari pari inserito tra
source di TS102 e base di TS103, con l'unica accortezza di bypassare il
partitore c102-R101-C103-R103 posto tra selettore portate e il fet TS102.

Adesso i 536AKN sono effettivamente giunti a destinazione e oltre al tempo/voglia di sbuzzare i miei bimbi manca solo qualche rincuorante parere :-)

Bye,
Luca.

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nemesis
Inviato il: Jun 25 2006, 01:55 PM
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Ciao , scusami ma non ti seguo , se non erro misurando in ac con il tester analogico questo non ti da il valor medio ( specie per la sinusoide che è 0 ) ma il valore efficace
proprio grazie all'inerzia del gruppo mobile dello strumento ( lancetta , contrappeso , mollette varie ) ,
adesso non so se applicando l'elettronica in ingresso la cosa cambi , probabile che ti dia il picco picco ... basta che misuri la tensione su una presa , se misuri circa 230 V hai il valore rms , se indica circa 330 hai il valore di picco .


Ciao !






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chopin.i
Inviato il: Jun 25 2006, 03:38 PM
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Ciao Nemesis,
parlando di valor medio sulle misure AC di strumenti di misura che io sappia si intendono comunemente i Veff e per la sinusoide entrambe le misure dovrebbero coincidere con Vp/2^1/2 e dunque ai Vrms della sinusoide.

Il problema è che, appunto, ciò vale per le sinusoidi e non per funzioni più complesse, come si possono trovare lavorando su alimentatori switching.

Non che io bazzichi molto su riparazioni di apparecchi attuali essendo un patito di vecchie radioline &Co., tuttavia...

Un esempio può essere quello di quando riparai il monitor del pc della suocera che aveva un problema all'alimentazione del filamento del crt.
La tensione letta dai miei strumenti non corrispondeva praticamente a niente!
Ovvero, anche a guasto risolto, la tensione misurata sull'heater era inferiore alla Vrms alla quale il filamento deve lavorare e alla quale si riferisce il datasheet del CRT stesso.

In somma: gli integrati Mx536 e 636 sono nati appunto per ovviare in modo semplice ed economico alla questione, dato che strumenti TrueRMS si trovano sì già dagli anni '60, ma hanno sempre avuto un costo particolarmente elevato.

L'HP3400A che infelicemente decisi di dar via da ragazzetto era datato attorno al '65 e rendeva la misura RMS di qualsiasi forma d'onda sfruttando quale "termocoppie" due nuvistor.

Questi due integrati restituiscono in uscita una tensione continua uguale all'ingresso alternato al quale è applicato l'operatore RMS (radice della media dei quadrati dei campioni) e permettono dunque di realizzare un voltmetro "TrueRMS" abbastanza preciso ma soprattutto economico e semplice da realizzare.

Riguardo il PM2401, il partitore compensato in frequenza e costituito da c102-R101-C103-R103 è ciò che fà leggere allo strumento la Veff della sinusoide.

Bye,
Luca.

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chopin.i
Inviato il: Jun 26 2006, 12:11 AM
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Aggiornamento lavori.

Non avevo fatto caso all'accoppiamento capacitivo del circuito col milliamperometro...

Per curiosità, un multivibratore rende "alternate" anche le misure in cc per permettere allo strumento di avere la funzionalità dell'autopolarità...

Il multivibratore è normalmente escluso col commutatore di funzione su AC ma penso che dovrò sfruttarlo anche per permettere la lettura della tensione continua risultante dall'MX536.

Ps non considero di mettere quest'ultimo subito dopo l'attenuatore d'ingresso perchè ciò che ne esce è di valore compreso tra 0 e 100mV, mentre per questo integrato servono tensioni >1V per ottenere una banda passante attorno ai 2MHz (direi di tutto rispetto!).

Da pesare anche che il PM2401 è alimentato col positivo a massa.

Penso di sperimentare una soluzione che utilizzi due fotoaccoppiatori per modulare in ampiezza il segnale del multivibratore con la tensione dell'MX536 verso il TS103... Spero solo di trovarne di lineari come serve...

Come prima, ogni appunto o suggerimento è benvenuto :-)

Bye,
Luca

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nemesis
Inviato il: Jun 26 2006, 01:11 AM
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ciao , a parte l'integrato di cui dici , se vuoi il valore efficace indipendentemente dalla forma d'onda ti serve effettivamente un circuito che misuri l'energia ,
l'idea dei nuvistor non era male ... pero' la misura non credo fosse istantanea My_Sorriso.gif

il fatto che il valor medio indichi in realta Vrms nelle sinusoidi non mi risulta ,
sul libro di testo dell'itis trovo : Vmedia =0 Veff = Vpicco / ( 2^(1/2)),
cmq alla fine basta capirsi ...

sul libretto del mio vecchio cassinelli completamente analogico
mi dice che in ac misura la tensione efficace ...

lo stesso trovo sull' " Olivieri e Ravelli misure elettriche "

Vedi un po' tu ...

Ciao


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chopin.i
Inviato il: Jun 26 2006, 10:25 AM
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Ciao Nemesis,
rileggendo i messaggi vedo il punto del malinteso: Vmedia della sinusoide rettificata.

Risolto l'arcano, che ne dici: i comuni fotoaccoppiatori da apparecchi seriali saranno abbastanza lineari per lo scopo?

Bye,
Luca

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nicola
Inviato il: Jul 17 2006, 08:21 AM
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Ciao a tutti ho seguito con interesse la vostra discussione in quanto ho la necessità di realizzare uno schema che misuri la Veff della 220 V di rete.
So che forse sono OT ma riguardo allo schema pubblicato da chopin avrei un dubbio (forse stupido): gli ingressi in tensione del voltmetro fanno capo a dei partitori di tensione ( ad esempio R607 e R305 per la portata dei 300 V )riferiti alla massa dello strumento; se misuro la tensione di rete posso collegare il neutro a questa massa dello strumento ? E se collego invece la fase, cosa succede ?

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chopin.i
Inviato il: Jul 17 2006, 10:09 AM
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Ciao Nicola,
per misurare la veff della tensione di rete non importa che tu corra dietro a particolari circuiti perché si tratta di tensione sinusoidale a 50Hz della quale pressoché qualsiasi multimetro legge il giusto valore.

Ho aperto il thread per un motivo un po' diverso: ovvero leggere il valore efficace di forme d'onda complesse.

Comunque allo schema che ho indicato (quello di un multimetro analogico Philips, che NON è truerms) puoi connettere fase e neutro della rete indifferentemente, come fai con un qualsiasi tester/multimetro.

Per dovere di cronaca colgo l'occasione per scrivere che ho optato per aggirare i problemi di inserimento dell'integrato nel circuito del PM2404 accantonando conversioni CC-CA e risolvendo con una alimentazione duale.

Bye,
Luca.

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nicola
Inviato il: Jul 17 2006, 10:22 AM
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Grazie per avermi risposto, avevo capito qual'era il tuo obiettivo; ho colto l'occasione di porti il mio dubbio in quanto non è semplice reperire schemi di multimetri su internet. Comunque rimango sempre un pò perplesso in quanto nel circuito che intendo realizzare il riferimento di massa mi viene fornito da un circuito alimentatore stabilizzato con l'integrato LM7805 alimentato dal secondario di un trasformatore. Mi sembra strano che sia possibile collegare indifferentemente la fase e il neutro sulla massa del mio circuito.

Ciao e grazie ancora a tutti

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chopin.i
Inviato il: Jul 17 2006, 10:46 AM
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L'ottimo isolamento galvanico necessariamente introdotto dal trasformatore di alimentazione che utilizzerai permetterà alla tua massa di non avere niente a che fare con la tensione di rete similmente a come avresti utilizzando delle batterie.

Un potenziale riferibile alla rete sussisterà solo ai capi del partitore d'ingresso, fermo restando le cautele da porre nella realizzazione della custodia isolante del circuito, per la sicurezza tua e di chi potrà girarci attorno!

Su questa pagina del mio sito potrai trovare altri schemi simili:
http://www.geocities.com/chopin.i/multimetri.html

Bye,
Luca.

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