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> Le fòibe istriane
parrofer
Inviato il: Feb 10 2005, 04:27 PM
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Perchè non cerchiamo di documentarci e chiarirci un po' le idee su quello che fu un caso mai portato alla luce e ignorato dalla stessa scuola che dovrebbe essere imparziale nel presentare la realtà storica nella sua vera essenza per dare agli alunni la possibilità di confronto e di dibattito.
Io nel mio piccolo sto cercando di recuperare i vuoti e di non ripetere gli errori di una classe insegnante che mi ha preceduto e che ha ritenuto opportuno seguire i programmi ministeriali e non la voce della coscienza storica e morale.
Aiutatemi in questo lavoro
Mario
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Giuseppe Rinaldi
Inviato il: Feb 10 2005, 05:04 PM
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Caro Mario,
sono davvero felice che tu abbia inserito una discussione sul tema a me molto caro delle foibe. Fin da quando avevo 16 anni la mancata presenza in ambito scolastico dell'insegnamento dell'evento tragico delle foibe aveva sollevato in me un profondo senso di amarezza e perplessità. Perchè silenziare su un fatto storico cosi grave per l'Italia?
Perchè ancora oggi ricordare l'eccidio degli istriani, dei dalmati, dei cittadini di Trieste significa schierarsi con una particolare storia, una storia a parte, conosciuta da pochi sostenuta ancora da meno persone. Perchè?
Tre misere righe riserva il mio testo di storia al Liceo su questa vicenda.
I motivi di tale assenza penso che li conosciamo tutti...in primis le "schifezze" del PCI all'indomani della fine della guerra...Togliatti sapeva di quei tanti italiani massacrati dal compagno Tito solo per il fatto di essere italiani...Questo io lo chiamo senza riserve genocidio etnico contro una nazione , contro la vita di cittadini italiani...
Aggiungo una nota storiografica che potrebbe stupire qualcuno...Ci sono studi seri che affermano che anche il caro e grande De Gasperi fosse a conoscenza di tale eccidio ma per chi sa quale motivo ha evitato qualche forma di intervento...
Oggi nel giorno del ricordo, la rabbia per tanta indifferenza cede il passo a un sentimento di dolore e cordoglio a tutti quelli che furono considerati figli di una "Italia minore"...
Giuseppe
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parrofer
Inviato il: Feb 10 2005, 08:55 PM
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Ti invio qualcosa tratta da una pagina web:

Ecco il risultato dell'odio etnico e dell'ideologia marxista-leninista.



"La storia fatta di silenzi, di falsificazioni, di mistificazioni, non è maestra di vita..."

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In queste pagine troverete un pezzo di storia italiana taciuta per sessant'anni: fatti ed episodi mistificati ed insabbiati da chi ha sempre saputo ma ha preferito non parlare, grazie anche all'appoggio di giudici conniventi, quegli stessi giudici che nel 1998 hanno decretato il "non luogo a procedere" nei confronti di tre infoibatori. La scusa? I reati sarebbero stati commessi su parte del territorio nazionale successivamente ceduto ad altro stato. Teniamo però presente che il reato, al tempo della sua consumazione, è avvenuto in territorio nazionale! Peccato per tanta malafede da parte di chi dovrebbe rappresentare ognuno di noi (leggi il riassunto del processo).

________________________________________________________

Per visitare il sito (suddiviso per argomenti) utilizza l'elenco generale che compare nel frame di sinistra cliccando sul titolo di tuo interesse (ad esempio: "Aggiornamenti e ultime notizie"). Per effettuare invece una ricerca all'interno del sito, partendo da una parola chiave, utilizza la funzione "Cerca" qui sotto.



________________________________________________________

Un'ultima considerazione: invito gli studenti delle superiori ad avviare, ove possibile e con animo sereno, un confronto pacato con i tanti professori che si ostinano a negare la tragedia delle foibe. L'auspicio è che finalmente nei libri di storia venga dedicata qualche pagina ai poveri Martiri infoibati.

________________________________________________________

- AVVISO -

Il materiale qui contenuto è riproducibile e prelevabile previa richiesta all'autore.

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Ultimo aggiornamento: martedì 08 febbraio 2005

________________________________________________________
http://digilander.libero.it/lefoibe/indexx.htm


ancora vedi com'è interessante ques'articolo:

Ma come mai quello delle foibe è un "capitolo oscuro"?



1) Da "Liberazione" del 26 novembre 2000.

"Dove sta la verità? Sulla tragica questione foibe siamo dunque ancora alla "donna velata"; non solo sulla sua qualificazione, ma anche sulla sua reale entità. E' però utile chiedersi come mai l'intera vicenda sia rimasta un capitolo oscuro, un capitolo rimosso per tanto tempo. Chi ha avuto l'interesse a lasciarlo nel buio?
In primo luogo - è la risposta degli storici - l'interesse è degli angloamericani. Quando infatti nel 1948 si consuma la rottura tra Tito e Mosca e l'Occidente guarda al Maresciallo come a un possibile prezioso alleato contro l'Urss, viene lasciata cadere ogni idea di approfondire i fatti del 1945: "la spiegazione fornita da Belgrado circa il carattere politico delle eliminazioni e la generale colpevolezza dei morti, diventa una sorta di versione ufficiale accettata dalla diplomazia occidentale che non ritorna sull'argomento". In secondo luogo "a rimuovere" è il governo italiano con De Gasperi che non gradisce affatto di accendere i riflettori sulle umilianti condizioni accettate per il territorio libero di Trieste (che resterà in mano alleata sino al 26 novembre 1954): "il silenzio storico sulle foibe diventa funzionale al silenzio sul trattato di pace e sulla diminuzione della sovranità nazionale". Infine, l'interesse a mettere a tacere è anche del Pci, niente affatto portato a tornare su una questione "che evidenzia le contraddizioni fra la nuova collocazione di partito nazionale, la vocazione internazionalista e i legami con Mosca". Foibe. E' il caso di parlarne". (Maria R. Calderoni).

Ciao
Mario
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Giuseppe Rinaldi
Inviato il: Feb 12 2005, 07:21 AM
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Caro Mario,
ho letto attentamente il metariale che tu hai consigliato e lo ritengo perspicuo alla discussione anche innovativa se vogliamo da un punto di vista storiografico...
A tal proposito vorrei aggiungere altri due riferimenti in merito a questa vicenda storica che necessita di maggiore approfondimento e conoscenza più ampia:

1) il sito ottimo ed aggiornato: www.lefoibe.it

2) il libro, serio ed esaustivo sull'argomento, di Gianni Oliva "Foibe", Mondadori 2002. Se qualcuno lo ha letto sarei molto interessato a parlarne più dettagliatamente.

Vorrei sussumere infine una breve considerazione.

La rievocazione storica delle foibe e dell'Esodo conseguente è un grande atto di pacificazione nazionale; è la vittoria di una lunga e sofferta battaglia della destra italiana per la verità e la giustizia, per la ricostruzione attenta di una storia nazionale priva di reticenze e buchi neri.
Un saluto, Giuseppe
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Edmond Dantés
Inviato il: Feb 13 2005, 01:34 PM
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Caro Giuseppe, cari forumisti
un saluto cordiale a tutti voi, mi sono appena registrato e spero di poter intraprendere con voi discussioni interessanti.
Il tema delle foibe, che in questi giorni ha occupato gran parte del dibattito politico-culturale, sollecitato anche dalla fiction televisiva, è un grande passo in avanti per riportare alla luce verità spesso sommerse da chi, in questi anni lunghissimi, ha dovuto legittimarsi agli occhi dell'opinione pubblica, occultando errori ed orrori. Vorrei si ripensasse ai nostri 350.000 profughi delle terre irredente, sparsi per il mondo, a cui è stata negata da allora una patria, un'identità, un appartenenza.
Responsabilità gravissime, incancellabili, per chi voleva, nell'immediato dopoguerra cedere anche Trieste alle sanguinolente truppe del famigerato Tito, per chi ha improntato la propria vita politica ad un machiavellismo spietato, ad un cinismo crudo, basato sul disprezzo di ogni valore morale. Penso a Togliatti, che addirittura inaugurò la politica della "mano tesa" ai cattolici; quella mano che i cattolici non stringeranno mai. I comunisti non sono e non saranno mai gli ex di se stessi (foibe, eccidi, epurazioni, gulag, miseria)...
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Edmond Dantés
Inviato il: Feb 13 2005, 02:59 PM
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Non sono d’accordo, e lo dico con tutta cortesia che vi debbo e, con la considerazione che vi debbo ancor di più sulla questione, che di sfuggita, ho letto circa presunte responsabilità di De Gasperi sulla vicenda. Pertanto sollevo un ‘osservazione. Mi pare che l’autrice dell’articolo di Liberazione voglia gettare schizzi di fango sulla più eminente personalità politica del dopoguerra, adducendo ingiustificate circostanze esimenti per Togliatti.
De Gasperi ha sempre cercato di porre fine all’odio strisciante della guerra civile; egli nel 1947 non poteva continuare ad alimentarlo. Bisogna ringraziare De Gasperi se Trieste non è stata svenduta alla Jugoslavia di Tito.
Faccio rilevare che di foibe De Gasperi e la Democrazia Cristiana ne hanno fatto un cavallo di battaglia nelle elezioni politiche del 18 aprile 1948; il manifesto che oggi vedo riprodotto nella campagna di alleanza nazionale sulle foibe non è che la riedizione di un antico manifesto della democrazia cristiana proprio di quegli anni. Voler addebitare responsabilità all’anticomunista De Gasperi e a tutti quelli che nel dopoguerra dell’anticomunismo hanno fatto vocazione, imperativo categorico, morale, di coscienza è scorretto oltre che menzognero. L’anticomunismo di quegli anni era sacrosanto perché i comunisti del 48 erano davvero pericolosi. Non è giusto addossare colpe a chi di quella battaglia aveva fatto ragione di via, non solo politica.
Importante sarebbe soffermarsi su chi, responsabilità d’ogni tipo ne ha avute davvero. Oppongo punti sommari su Togliatti:
pur essendo nato nel dì delle Palme, tradì non solo le sue origini borghesi e cattoliche , ma soprattutto il suolo natìo: nel 1927 infatti acquista la cittadinanza sovietica, rinunciando a quella italiana;
nel 1929 nei contrasti tra Bucharin e Stalin appoggia i sanguinosi propositi di quest’ultimo;
nel 1936 in Spagna inaugura la politica della mano tesa ai fascisti, che la rifiutano;
nell’immediato dopoguerra in Italia inaugura la politica della mano tesa ai cattolici, quella mano i cattolici non la stringeranno mai (vedi elezioni del 1948);
nel 1945 vuole consegnare Trieste e la Venezia Giulia al compagno Tito del quale esalta foibe ed eccidi;
Il 18 aprile 1948 tocca il culmine con il Fronte popolare (socialcomunista) contraddistinto da un ingannevole Garibaldi, che malnasconde il suo machiavellismo fondato sul cinismo assoluto e sul disprezzo totale di ogni valore morale: Morirà in Russia sua unica patria. Dalla sua biografia emerge una storia cruenta di antitalianismo e di appoggio incondizionato al totalitarismo di marca sovietica. Agli ordini dei più spietati seminatori di lutti. Vorrei parlarvi dell’ armata degli Alpini in Russi, ma sarà per un ‘altra volta.
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Giuseppe Rinaldi
Inviato il: Feb 13 2005, 03:48 PM
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Caro Luigi,
mi trovi pienamente concorde sulle colpe di Togliatti nel genocidio etnico italiano...Ovviamente il riferimento a De gasperi non voleva in minima parte occultare il suo importante ruolo per la pacificazione nazionale e per la lotta alle nefandezze comuniste. Ma come sai la scienza storica nel suo complesso è formata dal racconto delle vicende accadute ma anche dalle interpretazioni di tali vicende. Il mio riferimento a De Gasperi si basa su recenti studi storiografici, in primis il già citato storico Oliva( che indubbiamente è il maggiore esperto dell'argomento in Italia), che accusa lo statista democristiano di "centrismo moderato" verso la vicenda delle foibe.
Qual'è la colpa di cui si macchiò De Gasperi?
Per Oliva è stata quella di far trapelare l'idea che l'Italia avesse concluso la guerra dalla parte dei vincitori dal momento che nella fase finale del conflitto si era schierata dalla "parte giusta" pagando un alto prezzo di sangue partigiano. Il fascismo in Italia è questo non lo puoi negare per la Dc rappresentava una "arentesi storica", un vestito che non si addiceva all'Italia e agli italiani. E per questo bisognava sdradicare dalla memoria ogni immagine di "quella" parentesi italiana, far finta che sia stato un periodo di sonno della storia italiana, occoreva eliminare tutto ciò che ricordava la sconfitta...per questo 1.300.000 italiani vittime della barbaria comunista dovevano essere censurati...

Almeno questo pensa Oliva in "Profughi" ed.Mondadori 2005.
Io mi sto informando più dettagliatamente, ma penso che quando il silenzio su un fatto è quesi generale, lungi da assolvere chi comandava...
e poi il manifesto demecristiano era ideologico e politico, la destra concretamente ha reinserito questa povere persone in un contesto sociale e civile che meritavano...

Aggiungo al tuo inetvento davvero preciso e scientifico un altro termine proprio di quel periodo: l'"infame baratto"...

Consiglio altri recenti testi sulle foibe di diversa impostazione:

-Raoul Pupo "Il lungo esodo" ed.Rizzoli 2005.
-Guido Crainz "Il dolore e l'esilio" ed.Donzelli 2005.

Un saluto.
Giuseppe
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Inviato il: Feb 15 2005, 01:04 PM
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Caro Giuseppe,
mi fa piacere che hai colto lo spirito del mio intervento, ma non vorrei si andasse fuori tema e si trasformasse questa attenta analisi, compiuta con intelligenza e lucidità, in un “processo” (che spero voglia chiudersi qui) a De Gasperi e alla Democrazia Cristiana, che in questa vicenda non dovrebbero proprio configurare, se non marginalmente ed in chiave positiva; in realtà non sono corresponsabili di niente e di nessuno, non hanno mai ucciso o fatto uccidere nessuno, né nelle foibe, né altrove. Anzi, proprio per il realismo, il pragmatismo e la concretezza politica di uomini come De Gasperi sono stati evitati tanti altri lutti al nostro popolo. Per inciso ricordo, che è stata la Dc, dalle pagine del suo quotidiano, “Il Popolo” a denunciare i delitti compiuti nel “triangolo rosso” dopo il 25 aprile, sempre lo stesso giornale ha denunciato, da solo e per primo, le faziosità e le omissioni di alcuni testi di storia, già alla fine degli anni 80.
Contesto alla radice le affermazioni circa la “parentesi storica” del fascismo; non era quella la posizione democristiana, ma quella liberale, nel caso di specie l’espressione è propria di Benedetto Croce, come già Gobetti aveva detto che il fascismo è stato l’ “autobiografia di una nazione”. A mio sommesso avviso la storia non ha parentesi, ma ogni evento si lega all’altro come l’anello di congiunzione di una catena.
Per quanto riguarda il manifesto (bellissimo, del resto come tutti quelli della DC del 1948: emblematici, suggestivi) è logico che esprimeva una posizione ideologica, ma non si poteva, in concreto, aprire una campagna d’odio nella metà degli anni 40; i comunisti , se non calmierati, allora , erano ben intenzionati a fare la rivoluzione; ricordo infatti, che dopo l’attentato a Togliatti solo la vittoria di un noto ciclista ad un importante giro potè acquietare gli animi surriscaldati e pronti alla sommossa.
Vi segnalo il testo di Arrigo Petacco “L’esodo” e per chi fosse interessato alla parte giudiziaria, processuale della vicenda, le posizioni del Prof.Avv. Augusto Sinagra. Un saluto cordiale.
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Guest_Edmond Dantés
Inviato il: Feb 15 2005, 01:06 PM
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Caro Giuseppe,
mi fa piacere che hai colto lo spirito del mio intervento, ma non vorrei si andasse fuori tema e si trasformasse questa attenta analisi, compiuta con intelligenza e lucidità, in un “processo” (che spero voglia chiudersi qui) a De Gasperi e alla Democrazia Cristiana, che in questa vicenda non dovrebbero proprio configurare, se non marginalmente ed in chiave positiva; in realtà non sono corresponsabili di niente e di nessuno, non hanno mai ucciso o fatto uccidere nessuno, né nelle foibe, né altrove. Anzi, proprio per il realismo, il pragmatismo e la concretezza politica di uomini come De Gasperi sono stati evitati tanti altri lutti al nostro popolo. Per inciso ricordo, che è stata la Dc, dalle pagine del suo quotidiano, “Il Popolo” a denunciare i delitti compiuti nel “triangolo rosso” dopo il 25 aprile, sempre lo stesso giornale ha denunciato, da solo e per primo, le faziosità e le omissioni di alcuni testi di storia, già alla fine degli anni 80.
Contesto alla radice le affermazioni circa la “parentesi storica” del fascismo; non era quella la posizione democristiana, ma quella liberale, nel caso di specie l’espressione è propria di Benedetto Croce, come già Gobetti aveva detto che il fascismo è stato l’ “autobiografia di una nazione”. A mio sommesso avviso la storia non ha parentesi, ma ogni evento si lega all’altro come l’anello di congiunzione di una catena.
Per quanto riguarda il manifesto (bellissimo, del resto come tutti quelli della DC del 1948: emblematici, suggestivi) è logico che esprimeva una posizione ideologica, ma non si poteva, in concreto, aprire una campagna d’odio nella metà degli anni 40; i comunisti , se non calmierati, allora , erano ben intenzionati a fare la rivoluzione; ricordo infatti, che dopo l’attentato a Togliatti solo la vittoria di un noto ciclista ad un importante giro potè acquietare gli animi surriscaldati e pronti alla sommossa.
Vi segnalo il testo di Arrigo Petacco “L’esodo” e per chi fosse interessato alla parte giudiziaria, processuale della vicenda, le posizioni del Prof.Avv. Augusto Sinagra. Un saluto cordiale.
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Giuseppe Rinaldi
Inviato il: Feb 15 2005, 09:43 PM
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Caro Dantés,
convengo pienamente che una digrassione più ampia sul ruolo della Dc e in particolare di De gasperi nella vicenda tragica delle foibe ci conduca fuori dal discorso iniziato. Il mio intento era solo quello di far presente alcune recentissime intepretazioni storiografiche di quel periodo, la scientificità o meno di esse non mi compete particolarmente in quanto non storico di professione...certo con gli occhi della politica ognuno ha il suo parere...comunque cerchiamo di ritornare sul tema prestabilito...
Ci tengo molto a sottolineare come vennero accolti gli esuli al loro ritorno in Italia (quelli che riuscirono a ritornare!). Un aneddoto particolare narra che al dopo lavoro ferroviario di Bologna ad un gruppo di esuli fu negato persino un tozzo di pane in quanto "colpevoli" di essere ancora sopravissuti all'eccidio del "compagno e amico Tito".
Ci siamo chiesti perchè molti di quegli esuli sono stati costretti ad emigrare ulteriormente, in particolar modo in America Latina (soprattutto Argentina)?
Voi che ne pensate?
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Guest_Edmond Dantés
Inviato il: Feb 27 2005, 02:11 PM
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Un piccolo aneddoto, prendendo spunto da quanto dice Giuseppe; alla stazione di Bologna, attivisti del pci, tra insulti vari, impedirono alla croce Rossa di sfamare e dissetare i profughi…
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Giuseppe Rinaldi
Inviato il: Mar 3 2005, 03:21 PM
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Ve ne sono tanti di questi aneddoti che, come diceva Croce, se non sono storia vera e propria almeno ne ci fanno sentire lo spirito del tempo.
In tutte queste discussioni emerge chiaramente un filo conduttore che evidenzia come la storia del PCI italiano è caratterizzata troppe volte da una linea violenta,oscurantista,ideologica....é giunto il tempo di dire la verità! Dobbiamo riprendere seriamente in mano l'arma politica dell'anticomunismo in nome dei valori che hanno fatto grande l'Italia e gli Italianie ricordarci sempre che la mancanza di memoria storica privilegia il ripetersi ciclico delle nefandezze totalitarie...C'e qualcuno che i conti con il passato li ha fatti ed ha avuto il coraggio di chiedere perdono, gli altri scelgano da che parte stare altrimenti per serietà verso gli altri tacciano!
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gnmjsiifyz
  Inviato il: Dec 6 2012, 05:30 PM
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