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Case di Produzione

 
 Indice delle Rassegne
Scritto da ReaLupin - 05-5-05 14:32 - 0 risposte
Indice delle rassegne:

20042003200220012000
Visitato 199 volte - Rispondi   Print email

 Spazio Bambini
Scritto da ReaLupin - 09-12-05 12:55 - 0 risposte
........
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 I grandi classici
Scritto da ReaLupin - 09-12-05 12:23 - 0 risposte


Nell’ambito di una programmazione che si articola all’insegna del cinema di qualità, non possono mancare alcune delle opere che hanno fatto la storia del cinema e che rappresentano il biglietto da visita della milanese Fondazione Cineteca Italiana, uno degli archivi cinematografici più antico e prestigioso d’Italia. A questo proposito la Cineteca Italiana propone un percorso che si snoda in quattro appuntamenti, al fine di riproporre su grande schermo alcuni classici del cinema in versione restaurata. Tutti i titoli provengono direttamente dall’archivio della Cineteca Italiana, dove sono conservati e accuditi: L’infernale Quinlan di Orson Welles, Le notti bianche di Michelangelo Antonioni, Il monello di Charlie Chaplin, capolavoro del muto reso ancor più suggestivo dall’accompagnamento dal vivo al pianoforte ed infine è previsto anche, a dieci anni dalla morte, un appuntamento in ricordo di Federico Fellini. Sarà infatti proposto il film I vitelloni che inoltre offrirà l'occasione per ricordare Alberto Sordi, scomparso a febbraio di quest'anno.
I grandi classici
I tesori della cineteca


Organizzazione
Assessorato alle Politiche Educative,
alla Formazione Professionale
e ai Rapporti con l'Università
In collaborazione con
Fondazione Cineteca italiana
Consulenza scientifica
Elena Mosconi
Luca Beltrami
Carlo De Angeli
Collaborazione tecnica
Enrico Formenti
Proiezioni
Teatro Monteverdi - "Fabbrica delle Arti"
Via Dante, 147 - 26100 Cremona
Biglietto di Ingresso
Spettacolo unico: 4,00 Euro
Riduzione studenti, anziani (over 65) e tesserati* CineInCittà: 3,20 Euro
Esclusivamente per la rassegna Spazio Bambini
Biglietto d’ingresso: 3,00 Euro
Bambini sotto i 12 anni: 2,00 Euro
(*) la tessera, valida da novembre 2003 a maggio 2004, è in vendita presso la cassa al costo di 5,00 Euro




IL MONELLO
di Charlie Chaplin, Usa 1921

Interpreti: Charlie Chaplin, Edna Purviance, Jackie Coogan, Carl Miller, Granville Redmond, Albert Austin, Beulah Bains;
Soggetto e Sceneggiatura: Charlie Chaplin;
Fotografia: Roland Totheroh;
Musiche: Bill Lee;
Montaggio: Charlie Chaplin;
Durata: 80 minuti;
Produzione: Charlie Chaplin per First National.


Una ragazza sedotta e tradita esce da un istituto di carità, dove ha messo al mondo un figlio, con l’intenzione di abbandonarlo, ma vorrebbe che il bimbo avesse un avvenire sicuro e felice: dopo molte esitazioni lo lascia nell'interno di un'automobile di lusso. Due ladri rubano la vettura: accortisi della presenza dell'incomodo passeggero, lo abbandonano sulla strada, dove lo trova Charlot, straccione vagabondo.

Per la prima volta nella sua carriera, e nel suo primo lungometraggio Chaplin supera i limiti della maschera. Dopo sei anni di attività (il suo primo one-reel era uscito all'inizio del 1914), si concede un anno intero di riflessione. Sicuro ormai delle proprie possibilità, seguito da un pubblico fedele, a trentun anni Charles Spencer Chaplin (Londra, 16 aprile 1889 - Corsier-sur-Vevey, 25 dicembre 1977) compie un salto indietro nel tempo e ricostruisce gli ambienti della sua infanzia povera oltre Atlantico.
Al centro di questo melodramma capovolto c'è la figura di un bambino di cinque anni. È probabile che le naturali qualità mimetiche di Jackie Coogan, la sua capacità di conferire una naturalezza sbarazzina anche ai momenti più patetici, abbiano permesso a Chaplin non tanto di trasformare il bambino in un attore (perché attore era già) quanto di realizzare felicemente il tentativo di estrarre dal melodramma i veleni della “cattiva coscienza” sociale, per usarli in funzione comica.
In ogni episodio del film Chaplin sfrutta le situazioni patetiche per distruggerle con una smorfia, trasforma le disgrazie dei suoi protagonisti in una sfida proterva contro i buoni sentimenti. Quando, all'inizio, trova il piccolo nella spazzatura, alza istintivamente gli occhi sulla casa di fronte per vedere se qualcuno l'ha buttato, come si fa appunto con i rifiuti. Quando sogna il “paradiso”, non si illude più di tanto - nemmeno in -sogno - perché sa che la sua sorte è quella di finir male. Al termine della vicenda, la madre lo fa entrare nella sua bella casa. E basta, il film si chiude qui. The Kid, che richiese un anno di lavorazione, uno stanziamento di 600.000 dollari e 150.000 metri di pellicola (Il film completo è composto da 6 rulli, 1600 metri complessivi), fu proiettato la prima volta il 6 febbraio 1921. Ebbe accoglienze entusiastiche.



L'INFERNALE QUINLAN
di Orson Welles, Usa 1958

Interpreti: Orson Welles (Hank Quinlan), Charlton Heston (Ramon Miguel "Mike" Vargas), Janet Leigh (Susan Vargas), Joseph Calleia (Sergente Pete Menzies), Akim Tamiroff (Zio Joe Grande);
Soggetto: Whit Masterson;
Sceneggiatura: Orson Welles;
Fotografia: Russell Metty;
Musiche: Bill Lee, Brandford Marsalis, Terence Blanchard;
Montaggio: Henry Mancini;
Durata: 95 minuti;
Produzione: Universal.


Mike Vargas, ispettore della polizia messicana e sua moglie Susan, devono interrompere il loro viaggio di nozze per venire a capo dell'uccisione del ricco proprietario Linnekar, avvenuta al confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Vargas partecipa alle indagini affiancando l'ispettore americano Quinlan. Nel frattempo Susan viene circuita da un tipo losco…

Tratto da un "giallo" di Whit Masterson. Questo film è diventato, nel tempo, un vero cult per gli appassionati. Pur non essendo considerato una delle opere fondamentali del regista, contiene alcune soluzioni di linguaggio riprese anche nelle scuole di cinema. Aperto dal piano sequenza più famoso della storia del cinema (da pochi anni ripulito dei fastidiosi titoli di testa cha la Universal impose all’uscita nelle sale del film), chiuso dall’incombente corpo di Welles e dalla battuta della chiromante Tanya, la sprezzante Marlene Dietrich ("Era uno sporco poliziotto, ma a suo modo era anche un grande uomo"), ecco il film che Welles diresse nel 1958.
L'aneddotica racconta di Marlene Dietrich, che non era prevista nella sceneggiatura, in visita casuale sul set, inserita estemporaneamente nella parte della zingara. La produzione impose al regista alcune scelte non gradite. Welles disse: "mi hanno dato Heston, biondo di un metro e novanta, per fare un poliziotto messicano".
L'impatto del film è comunque sconvolgente: un thriller dove la politica sporca si impasta con le perversioni personali e collettive, dove l'eroe è un poliziotto obeso e bacato, che però conserva una sua grandezza rispetto al piccolo taccheggio del sottobosco che lo circonda. Un film oppresso da soffitti e pareti, da un cielo messicano che pesa tragicamente, dal taglio delle inquadrature, dalle deformazioni della macchina da presa. Quinlan è il male nel suo patetico disorientamento; Vargas, per quanto faccia, è troppo sano per strappargli il suo scettro d'ombra. Segnato dall'ambiguità, come i capolavori moderni.




LE NOTTI BIANCHE
di Luchino Visconti, It/Fr 1957

Interpreti: Maria Schell, Marcello Mastroianni, Jean Marais, Clara Calamai;
Soggetto: dal racconto omonimo di F. Dostoevskij;
Sceneggiatura: Luchino Visconti, Suso Cecchi d’Amico;
Fotografia: Giuseppe Rotunno;
Musiche: Nino Rota;
Montaggio: .....;
Durata: 102 minuti;
Produzione: ..........


...............



I VITELLONI
di Federico Fellini, It 1953

Interpreti: Franco Interlenghi, Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Leonora Ruffo, Achille Majeroni, Paola Borboni;
Soggetto : ........;
Sceneggiatura: .........;
Fotografia: .............;
Musiche: ..........;
Montaggio: .........;
Durata: 104 minuti;
Produzione: ...........


..............
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